Attualità

Nuova polemica a Seborga: stemmi e loghi del Principato registrati alla WIPO

WIPOCi risiamo con le polemiche sul Principato di Seborga. Stavolta l’oggetto del contendere è che si è scoperto che gli stemmi del Principato, nonché alcune diciture come “Principato di Seborga” e “Principe di Seborga”, sono stati registrati nel 2010 presso il World Intellectual Property Organization (organizzazione internazionale che tutela la proprietà di marchi, loghi, stemmi e diciture particolari) e titolare risulta essere la Principessa Consorte Nina. Della faccenda si occupa anche “La Riviera”, in edicola oggi giovedì 9 luglio.

In particolare gli accusatori, riconducibili a quel VEOSPSS che già più volte negli ultimi tempi si è reso protagonista di aspre contestazioni al Principe Marcello e al suo governo, sostengono che tale provvedimento dimostri che “il Principato inesistente di Seborga è in realtà un insieme di marchi e loghi di proprietà di una persona sola“. Si commenta anche “Il sogno di Giorgio I adesso è veramente infranto“. Dal canto suo, la Principessa Nina ha diffuso un comunicato stampa nel quale, esprimendo stupore per il fatto che questo provvedimento causi scalpore, ne spiega la ratio, confermando di essere la titolare degli stemmi del Principato e dicendo che qualunque persona di buon senso avrebbe agito allo stesso modo, e formula un fermo j’accuse nei confronti dell’opposizione, rea, a detta della Principessa, di strumentalizzare ogni vicenda per attaccare il Principe Marcello e il Principato di Seborga in generale.

Su Facebook e a Seborga la stragrande maggioranza dei Seborghini interpellati dalla Gazzetta (tra cui anche alcuni membri del Comune) si schiera con la coppia principesca: “Tutta invidia, queste persone non ci interessano”, “Hanno solo paura”, dicono alcuni; “Ma questa gente è mai stata a Seborga per poterne parlare?”, dicono altri; altri ancora esprimono rabbia per “questi provocatori invidiosi che ricercano solo la pubblicità personale”.

Riportiamo il comunicato stampa integrale della Principessa Nina.


Da qualche giorno su Facebook circola – tra l’altro via spam, cosa che Facebook vieta espressamente – la notizia secondo cui io avrei registrato nel 2010 e nel 2011 alcuni stemmi, loghi e diciture riguardanti il Principato di Seborga presso il WIPO (World Intellectual Property Organization). Con la presente nota intendo confermare senza vergogna tale notizia.
Si è trattato di un provvedimento adottato per tutelare il Principato, ovviamente promosso e approvato in pieno da S.A.S. il Principe Marcello e dal Consiglio della Corona, ed evitare che quanto in oggetto fosse utilizzato indebitamente da chi non ne ha il diritto. Non vedo la ragione per cui tale atto dovrebbe destare scalpore. Chi si scandalizza per il fatto che loghi, stemmi e diciture del Principato siano detenuti da una sola persona lo fa stupidamente, perché non è vero che in questo modo, come si dice nei post di Facebook in questione, il Principato di Seborga si riduce ad essere solo un insieme di marchi di proprietà di una sola persona: a prescindere da chi può disporre di stemmi e loghi, esso esiste perché può vantare una storia millenaria e perché in base ad essa ci sono tante persone che credono alle ragioni della sua indipendenza dall’Italia. Il Principato di Seborga, semmai, è e sarà sempre dei Seborghini, quelli autentici, che il 25 aprile 2010 hanno democraticamente eletto principe Marcello I con le procedure previste dagli Statuti Generali, approvati senza polemiche quando principe di Seborga era Giorgio I; non sarà mai, invece, di chi, mosso da evidente invidia e rancore per non poter sfruttare per il proprio interesse una carica onorifica, continua imperterrito a non rispettare il volere del Popolo Sovrano, espressosi in libere e democratiche elezioni, e a infangare costantemente il nome del Principato.
Qualunque persona dotata di buon senso e di un minimo di lungimiranza, in ogni caso, avrebbe preso una simile iniziativa. E la decisione si è rivelata più che giusta, visto che ormai siamo al punto che ordini pseudo-cavallereschi (che non dovrebbero fare politica visto che si professano di tradizione cristiana, ma che in realtà si comportano più come un vero e proprio partito di opposizione) si nominano da sé falsi “principi di Seborga” paralleli e del tutto illegittimi. Ricordo che tra l’altro, visto che ormai il titolo di Principe di Seborga è registrato, tali persone sono perseguibili per legge. Fa sorridere poi l’affanno con cui queste persone condividono entusiasticamente con lo spam sui social network le notizie che, a loro dire, danneggerebbero me, il Principe e il Consiglio della Corona in carica. Così come dovrebbe far riflettere il fatto che addirittura tali persone ricorrono alla creazione di falsi profili per il proprio supporto, per dare l’idea di godere di un consenso che invece non hanno (basta fare un giro a Seborga per capire da che parte stanno i Seborghini autoctoni).
A queste persone dico una sola cosa: rassegnatevi; rispettate le decisioni del Popolo Sovrano. Il Principe di Seborga, che lo si voglia o no, è Marcello I, e i Seborghini sono con lui, che in questi cinque anni di mandato si è prodigato attivamente per il paese e per la sua promozione anche all’estero. Noi, con la serenità che ci deriva dalle tante dimostrazioni di affetto e di sostegno che quotidianamente riceviamo dai nostri concittadini, andiamo e continueremo ad andare avanti sulla strada che i Seborghini, cinque anni fa, hanno tracciato, votando quale loro principe Marcello Menegatto.